di Vincenzo Sottosanti
pubblicato il 4 settembre 2026
Dal 13 al 19 settembre la quarta edizione della Conferenza scientifica internazionale promossa dal CIRS di Ragusa riunirà in Sicilia studiosi provenienti da diversi Paesi. Sessioni scientifiche, poster ed escursioni tra Grotta Monello, Pantalica, Cavagrande del Cassibile e i gessi di Sant’Angelo Muxaro per indagare il rapporto tra uomo, grotte, paesaggi carsici e risorse idriche.
Per comprendere un territorio non sempre basta osservare ciò che emerge in superficie. A volte bisogna scendere nel sottosuolo, entrare nelle grotte, seguire le fratture della roccia e ricostruire i percorsi dell’acqua. È lì che il paesaggio conserva una storia lunga milioni di anni e, spesso, alcune delle risorse più preziose per le comunità che lo abitano.
Dal 13 al 19 settembre 2026, geologi, speleologi, idrogeologi, archeologi, paleontologi e ricercatori provenienti da diversi Paesi si incontreranno in Sicilia per la quarta edizione di Man and Karst, la conferenza scientifica internazionale promossa dal CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche.
Dopo Ragusa nel 2019, Custonaci nel 2022 e nuovamente Ragusa nel 2024, il convegno approda quest’anno nella Riserva Naturale di Vendicari, nel territorio di Noto.
Il titolo, Man and Karst, chiarisce già il senso dell’iniziativa. Al centro non ci sono soltanto le grotte, ma il rapporto tra l’uomo e gli ambienti carsici, considerati come sistemi complessi nei quali geologia, circolazione delle acque, biodiversità, archeologia, paesaggio e attività umane sono strettamente connessi.

La ricerca internazionale dietro Man and Karst
La forte impronta scientifica e internazionale del convegno è legata in larga misura al percorso del geologo e idrogeologo Rosario Ruggieri, presidente del CIRS e promotore di Man and Karst, e alle numerose campagne di ricerca che nel corso degli anni hanno portato il Centro Ibleo ben oltre i confini della Sicilia.
Ruggieri ha dedicato circa cinquant’anni allo studio dei fenomeni carsici. Dal 1988, attraverso collaborazioni con istituti scientifici stranieri, ha promosso e diretto ricerche in aree carsiche dell’Asia, del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Indonesia e dell’America centrale e meridionale, partecipando inoltre a spedizioni in Cina e a studi nel Caucaso armeno.
È da questa lunga esperienza sul campo e dal confronto con comunità scientifiche di Paesi diversi che prende forma la filosofia di Man and Karst: mettere in comunicazione conoscenze maturate in territori lontani, confrontare metodi di ricerca e affrontare problemi che sempre più difficilmente possono essere racchiusi entro i confini di un singolo Paese.
Già la prima edizione del 2019 aveva richiamato a Ragusa più di cento partecipanti tra accademici, ricercatori e speleologi provenienti da diverse parti del mondo.
La quarta edizione prosegue lungo la stessa strada, coinvolgendo università e organismi scientifici italiani e stranieri e confermando l’obiettivo del CIRS: fare della ricerca uno strumento non soltanto di conoscenza, ma anche di gestione e protezione degli ambienti carsici.

Dalle grotte all’acqua: i temi del convegno
Il programma scientifico riflette questa impostazione multidisciplinare.
Le sessioni saranno dedicate alla geomorfologia carsica, all’idrogeologia e alla protezione delle risorse idriche, alla speleologia e alla conservazione delle grotte, all’archeologia e alla paleontologia, alla biospeleologia, all’ecologia degli ambienti sotterranei, alla vulnerabilità dei paesaggi carsici, ai georischi, alle miniere e alle cavità artificiali.
Temi apparentemente specialistici che, in realtà, riguardano direttamente la vita delle comunità.
Una grotta può essere parte di un acquifero dal quale dipende l’approvvigionamento idrico di un territorio. Una dolina può mettere rapidamente in comunicazione la superficie con la falda. Cavità non conosciute possono rappresentare un rischio in aree interessate dall’espansione urbana. I sedimenti accumulati nel sottosuolo possono custodire testimonianze archeologiche, paleontologiche e climatiche che non potrebbero essere conservate altrove.
Il carsismo diventa così un punto d’incontro tra scienze della Terra, tutela ambientale e governo del territorio.
Il 13 settembre, il convegno comincia sottoterra
L’apertura di Man and Karst avrà quest’anno un significato particolare.
Il 13 settembre coincide infatti con la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO.
Il convegno inizierà direttamente sul terreno, con un’escursione pre-congressuale alla Grotta Monello e alla Grotta Chiusazza, due importanti cavità della Sicilia sudorientale nelle quali sarà possibile osservare alcuni dei processi che nei giorni successivi verranno affrontati nelle relazioni scientifiche.
È una delle caratteristiche più interessanti della manifestazione: alternare il confronto teorico all’osservazione diretta.
Per chi studia il carsismo, la roccia stessa è un documento. Le forme prodotte dalla dissoluzione, le fratture, i depositi, la disposizione delle gallerie e la presenza dell’acqua permettono di ricostruire l’evoluzione delle cavità e, attraverso di esse, quella del territorio.

Le sessioni scientifiche a Vendicari
Il 14 settembre, a Marianelli, prenderanno il via le sessioni congressuali. Ricercatori e gruppi di studio presenteranno i risultati delle proprie indagini, mettendo a confronto esperienze maturate in differenti aree carsiche.
Il 15 settembre, a Cittadella, le comunicazioni scientifiche saranno affiancate dalla poster session, spazio dedicato alla presentazione e alla discussione di studi, progetti e nuovi dati.
In serata il programma si sposterà a Noto, con una visita ai monumenti barocchi della città patrimonio mondiale UNESCO e un momento musicale.
Man and Karst propone così una formula nella quale ricerca, territorio e patrimonio culturale dialogano continuamente. Gli ambienti carsici, del resto, non possono essere considerati separatamente dal paesaggio e dalla storia delle comunità che nel corso del tempo li hanno attraversati, utilizzati e trasformati.
La Sicilia diventa il laboratorio del convegno
Il 16 settembre sarà dedicato alle attività sul territorio di Vendicari, con la visita della Riserva e del suo Ecomuseo, seguita dall’escursione verso Capo Passero, dalla visita all’antica tonnara e dalla conclusione della giornata a Marzamemi.
Dal giorno successivo il programma entrerà nel cuore del carsismo ibleo.
Il 17 settembre gli studiosi raggiungeranno Pantalica e le valli dell’Anapo e della Calcinara, dove l’azione dell’acqua sulle rocce carbonatiche ha costruito un paesaggio nel quale cavità naturali e presenza umana si sovrappongono da millenni. Il percorso comprende anche la Grotta dei Pipistrelli e la Grotta Trovata.
Il 18 settembre sarà la volta della Cavagrande del Cassibile, una delle più imponenti incisioni fluvio-carsiche della Sicilia, con un trekking che prevede anche la visita alla Grotta dei Briganti.
L’ultima giornata, il 19 settembre, porterà invece i partecipanti a Sant’Angelo Muxaro, nell’Agrigentino, tra le grotte e le gole nei gessi del Vallone del Ponte.
In pochi giorni sarà quindi possibile confrontare paesaggi carsici profondamente differenti: dalle rocce carbonatiche degli Iblei alle formazioni evaporitiche della Sicilia centro-meridionale.
L’acqua sotterranea, una questione mediterranea
Tra i temi di Man and Karst, quello dell’idrogeologia e della protezione delle acque sotterranee assume oggi un’importanza particolare.
E la Sicilia offre un esempio molto vicino alla sede del convegno.
La pubblicazione “Scenari di rischio del sistema territoriale ibleo”, realizzata nell’ambito delle attività scientifiche dell’INGV e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, richiama l’attenzione sulle pressioni che interessano le falde della provincia.
Tra i fenomeni studiati figurano l’intrusione dell’acqua marina negli acquiferi costieri e l’inquinamento di origine antropica, con particolare riferimento alle attività agricole intensive.
Quando lungo la fascia costiera viene prelevata più acqua dolce di quanta la falda riesca naturalmente a recuperare, il livello dell’acqua sotterranea si abbassa e il mare può progressivamente penetrare nell’acquifero. Allo stesso tempo, la particolare vulnerabilità di questi sistemi impone di controllare le sostanze che dalla superficie possono infiltrarsi e raggiungere le falde.
È un problema che riguarda la quantità di acqua disponibile, ma anche la sua qualità.
E soprattutto non appartiene più soltanto a singoli territori.
Sta assumendo una dimensione mediterranea.

Una cavità carsica dell’altopiano di Al Jabal Akhdar, in Cirenaica. Le ricerche del Cyrenaica Karst Project sui rapporti tra grotte, acque sotterranee e attività umane rappresentano una delle esperienze internazionali del CIRS che alimentano il confronto scientifico di Man and Karst 2026, dedicato alla conoscenza e alla tutela dei territori carsici del Mediterraneo. Foto Vincenzo Sottosanti / Archivio LIMEN.
Dalla Sicilia alla Cirenaica
È proprio su questo terreno che l’esperienza internazionale del CIRS crea un collegamento con l’altra sponda del Mediterraneo.
Rosario Ruggieri, oltre a essere presidente del Centro Ibleo e promotore di Man and Karst, è International Director del Cyrenaica Karst Project, il programma di ricerca sviluppato insieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bengasi.
La collaborazione formalizzata nel progetto risale al 2007, ma Ruggieri opera in Libia da oltre vent’anni nell’ambito di ricerche geologiche e idrogeologiche.
Il Cyrenaica Karst Project studia le grotte e l’evoluzione geomorfologica della Cirenaica con particolare attenzione alla circolazione delle acque sotterranee e alla ricerca di risorse idriche rinnovabili.
L’ultima campagna, conclusa nel giugno 2026, ha mostrato ancora una volta come questioni che fino a pochi decenni fa potevano apparire proprie soprattutto dei Paesi più aridi del Nord Africa siano oggi riconoscibili, con caratteristiche e intensità differenti, lungo molte coste del Mediterraneo.
Tra queste vi sono proprio l’intrusione marina negli acquiferi e l’inquinamento antropico delle acque sotterranee.
Nel territorio di Bengasi, le ricerche del Cyrenaica Karst Project hanno documentato cavità e doline interessate dall’abbandono di rifiuti e hanno analizzato gli effetti dell’eccessivo sfruttamento delle falde costiere.
Libia e Sicilia restano realtà profondamente diverse, e sarebbe sbagliato sovrapporle. Ma il confronto mostra qualcosa di importante: problemi idrogeologici osservati per decenni nei territori più aridi stanno assumendo una portata sempre più mediterranea.
Ed è proprio la possibilità di confrontare esperienze, dati e soluzioni maturate in contesti differenti a dare senso alla dimensione internazionale di Man and Karst.
Un laboratorio nel cuore del Mediterraneo
Man and Karst 2026 parte dalle grotte, ma inevitabilmente arriva molto più lontano.
Il percorso scientifico costruito da Rosario Ruggieri e dal CIRS attraverso decenni di ricerche in diverse parti del mondo ha contribuito a trasformare il convegno in un luogo nel quale la speleologia incontra l’idrogeologia, la geomorfologia, l’archeologia, la biologia e la gestione del territorio.
Per una settimana Vendicari sarà il punto d’incontro di queste esperienze.
Le sessioni scientifiche consentiranno di mettere a confronto dati e metodologie; le escursioni porteranno quel confronto direttamente sul terreno; le collaborazioni internazionali permetteranno di leggere problemi apparentemente locali all’interno di scenari molto più ampi.
Dagli Iblei alla Cirenaica, dall’Asia al Caucaso e agli altri territori raggiunti dalle ricerche del CIRS, emerge infatti una consapevolezza sempre più difficile da ignorare:
il sottosuolo non conosce i confini che gli uomini tracciano in superficie. E neppure l’acqua.
Capire dove scorre, come trasforma le rocce e in che modo le attività umane ne modificano quantità e qualità significa conoscere una parte sempre più strategica del futuro del Mediterraneo.
Dal 13 al 19 settembre, Man and Karst proverà a farlo partendo dalla Sicilia.
Ho anche eliminato alcuni passaggi che ripetevano lo stesso concetto — soprattutto sulla dimensione mediterranea dei problemi idrici — e reso più prudente il confronto Sicilia-Libia, che ora appare come confronto scientifico tra fenomeni comuni, non come assimilazione dei due territori.

