Aeroporto di Comiso, questa è la strada giusta. Adesso bisogna andare fino in fondo.

48 milioni per uscire dall’isolamento: la strada può cambiare il futuro dello scalo.

Redazione LIMEN
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IN BREVE

Il nuovo collegamento tra SS115, aeroporto e SS514 misura circa 6,3 chilometri. È un primo tassello di una rete più ambiziosa: Comiso deve dialogare con Ragusa-Catania e con l’autostrada Siracusa-Gela. Perché senza strade anche le nuove rotte aeree fanno più fatica a decollare.

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Per anni il dibattito sull’aeroporto di Comiso si è concentrato quasi esclusivamente sui voli: compagnie, destinazioni, continuità delle rotte, incentivi. Ma uno scalo non vive soltanto di aeroplani. Vive anche delle strade che permettono ai passeggeri di raggiungerlo.

Da questo punto di vista arriva un segnale concreto. Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha firmato il contratto per i primi due lotti del nuovo asse SS115–aeroporto di Comiso–SS514, un intervento da circa 48,27 milioni di euro per complessivi 6,3 chilometri. Il cronoprogramma indica 900 giorni.

Non risolverà da solo il problema dell’accessibilità dello scalo. Ma finalmente trasforma una discussione che dura da anni in un’infrastruttura misurabile: chilometri, tempi, cantieri e collegamenti.

Una strada per rompere l’isolamento dello scalo

Strade e rotte aeree rappresentano due facce dello stesso problema. Aumentare i voli senza migliorare l’accessibilità terrestre limita il bacino potenziale dell’aeroporto. Costruire strade senza sviluppare un’offerta aerea adeguata, al contrario, non basta a rendere competitivo lo scalo.

Da qualche parte, però, bisogna iniziare.

Il territorio ragusano oggi parte da una situazione diversa rispetto a pochi anni fa. L’autostrada Siracusa-Gela ha raggiunto Modica nel dicembre 2023, avvicinando finalmente l’area iblea alla rete autostradale della Sicilia orientale. Intanto avanzano i lavori della Ragusa-Catania, altro asse decisivo per ridurre l’isolamento della provincia.

Sono opere enormi e costose. Nessun territorio può realisticamente pensare di ottenere contemporaneamente tutte le infrastrutture di cui ha bisogno. La vera questione riguarda quindi la capacità di costruire una visione per fasi, progettando oggi ciò che consentirà domani di collegare i diversi tasselli.

Ed è proprio qui che il nuovo asse per Comiso acquista un significato che supera i suoi 6,3 chilometri.

Il prossimo obiettivo: collegare Comiso all’autostrada

Il traguardo non può fermarsi alla SS514. La prospettiva strategica deve portare l’aeroporto dentro una rete capace di collegarlo con Ragusa, Vittoria, Modica, la Ragusa-Catania e soprattutto l’autostrada Siracusa-Gela.

Solo allora Comiso potrà ampliare realmente il proprio bacino di utenza verso una parte molto più vasta della Sicilia sud-orientale.

I 48,27 milioni non rappresentano quindi la soluzione definitiva. Rappresentano un inizio. E dimostrano anche qualcosa di importante: quando istituzioni e territorio riescono a programmare, progettare e intercettare finanziamenti, l’isolamento non diventa necessariamente un destino.

Adesso occorre continuare lungo la stessa strada — letteralmente — e affiancare alla politica delle infrastrutture una politica altrettanto coerente delle rotte.

Perché Comiso non ha bisogno soltanto di più voli. Ha bisogno di diventare più facile da raggiungere.

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