Fenicotteri in Sicilia il record di avvistamenti e la sfida dell’acqua

Alla prima nidificazione riuscita in estate nelle saline di Trapani e Paceco, si affianca la notizia di 276 fenicotteri segnalati al Biviere di Gela durante l’Eurobirdwatch. Da Vendicari alla Sicilia occidentale, il futuro dell’avifauna dipenderà dalla capacità di proteggere zone umide esposte a siccità e innalzamento del mare.

Redazione LIMEN
Redazione LIMEN

IN BREVE

Duecentosettantasei fenicotteri rosa sulle acque del Biviere di Gela. Nel fine settimana del 3 e 4 ottobre 2026, durante l’Eurobirdwatch, è stato registrato un numero di esemplari che gli organizzatori descrivono come mai così elevato. Nella riserva gestita dalla Lipu, l’autunno si racconta anche attraverso la presenza di questi grandi trampolieri dalle zampe sottili.

I fenicotteri frequentano il Biviere con crescente regolarità. Alla presenza abituale si sovrappongono gli spostamenti migratori, che confermano il ruolo della Sicilia lungo le rotte tra le coste africane e quelle europee. Nello stesso fine settimana, alle Saline di Priolo, la Lipu ha segnalato 1.123 fenicotteri: un altro tassello della rete di approdi che permette agli uccelli di attraversare il Mediterraneo.

Per comprendere che cosa li trattenga in un luogo occorre guardare sotto la superficie di quei numeri. Contano l’acqua disponibile, il nutrimento che custodisce e le condizioni delle altre zone umide. La scelta di un pantano dipende anche da ciò che accade altrove, lungo il viaggio.

Sostare e riprodursi richiedono condizioni diverse. A Priolo la prima nidificazione accertata risale al 2015. Undici anni dopo, un nuovo capitolo si è aperto nella Sicilia occidentale: il 24 luglio 2026, il WWF ha annunciato la prima nidificazione riuscita nelle Saline di Trapani e Paceco. Circa cinquanta nidi censiti e la nascita dei primi tre giovani documentavano il passaggio da luogo di sosta a sito riproduttivo. Il WWF collega il risultato a decenni di gestione e tutela, alla riduzione del disturbo e a interventi concreti, tra cui la rimozione di due elettrodotti pericolosi per gli uccelli.

Vendicari, Priolo, Gela, lo Stagnone e le saline di Trapani compongono una geografia d’acqua che cambia con le stagioni. Nei pantani di Vendicari, la varietà degli ambienti costieri offre riposo e nutrimento a numerose specie. A Trapani, il lavoro dei salinari governa il passaggio dell’acqua attraverso vasche di profondità diverse. Qui i fenicotteri condividono gli habitat con anatre, avocette, cavalieri d’Italia e fraticelli.

Su questa rete agisce il riscaldamento climatico. Le ricerche sugli uccelli acquatici svernanti mostrano che l’aumento delle temperature modifica la distribuzione delle specie. Le aree protette possono facilitarne l’adattamento, favorendo nuovi insediamenti e la permanenza di specie già presenti. Per la Sicilia si profila quindi una composizione dell’avifauna destinata a cambiare, da seguire attraverso monitoraggi continui.

Intanto, dal mare arriva un’altra pressione. Uno studio pubblicato nel 2024 su Conservation Biology ha analizzato 938 siti umidi costieri in otto Paesi mediterranei, Italia compresa. Anche nello scenario più favorevole considerato, circa il 34 per cento dei siti risultava esposto all’allagamento marino entro il 2100.

L’ingresso di acqua marina può modificare la salinità e le comunità biologiche, alterando anche la disponibilità degli organismi di cui gli uccelli si nutrono. Le zone umide possono adattarsi spostandosi verso l’interno, ma dove edifici e infrastrutture occupano il terreno alle spalle della costa questo spazio si restringe. Mentre il livello del mare sale, gli habitat rischiano di trovarsi senza una via di arretramento.

Queste evidenze chiedono una tutela capace di tenere insieme l’intera rete di riserve. Nelle saline, la gestione delle vasche e la continuità del lavoro dei salinari restano essenziali. Ai conteggi degli uccelli occorre affiancare il monitoraggio dei livelli idrici, della salinità e del successo riproduttivo: dati che permettono di capire se un ambiente continui a offrire condizioni adatte alla vita.

I fenicotteri del Biviere invitano oggi a fermarsi e guardare. Il loro futuro, insieme a quello dell’avifauna che frequenta le coste da Vendicari a Trapani, dipenderà dall’acqua disponibile nelle prossime stagioni e dalla possibilità di trovare altri rifugi se quelli abituali diventeranno inadatti. Proteggere questi approdi significa permettere agli uccelli di continuare ad attraversare il Mediterraneo e ritrovare, dopo il volo, acqua e nutrimento.