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CARABINIERI: Il Gruppo Intervento Speciale

Il GIS – Gruppo di Intervento Speciale – dei Carabinieri è stato istituito nel 1978 in risposta alla crescente minaccia del terrorismo. Oggi è una delle unità di elite più prestigiose delle forze armate italiane specializzata in operazioni ad alto rischio.

Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Un veicolo militare lascia il quartier generale del GIS, il Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri, per inoltrarsi nei boschi dell’Appennino toscano. Ha appena avuto inizio un’esercitazione che simula la liberazione di un ostaggio tenuto prigioniero da cinque sequestratori in un casolare nascosto da una fitta vegetazione. A guidare l’operazione è il comandante dei militari su cui il nostro Paese fa affidamento per affrontare le situazioni più complesse. È lui ad illustrare durante il tragitto le due fasi operative previste. La prima prevede un’azione di disturbo con l’impiego di esplosivi da parte degli uomini a terra; la seconda consiste nell’intervento di una squadra elitrasportata che, calandosi da un elicottero, irromperà per neutralizzare i sequestratori, facendo tutto il possibile per evitare spari, e liberare l’ostaggio. Alcuni componenti del GIS, esperti in mimetismo tattico vegetato, sono già sul posto, stanno osservando attentamente il casolare per studiare i movimenti dei sequestratori. Distinguerli nella vegetazione è praticamente impossibile. Saranno loro a fornire informazioni preziose per la sicurezza dell’ostaggio durante la fase dell’irruzione.

Il mimetismo vegetato, è utilizzato per rendere gli operatori del GIS difficili da individuare. L’obiettivo primario è quello di “spezzare” la sagoma umana e dell’equipaggiamento, rendendoli meno visibili all’occhio umano o alle tecnologie di osservazione.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Dopo un’attenta analisi dei dati disponibili, inizia la fase operativa. La squadra a terra procede con l’azione di disturbo mentre un elicottero si avvicina volando a bassa quota. Cinque militari si calano utilizzando tecniche alpinistiche e, in meno di due minuti, l’ostaggio è libero.

Il GIS dispone delle tecnologie più avanzate, ma sono le solide condizioni psico-attitudinali di ogni singolo elemento a determinare il livello d’eccellenza riconosciuto a livello internazionale.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

L’equipaggiamento dei componenti del GIS richiama operazioni militari d’avanguardia, simili a quelle viste in certe produzioni cinematografiche. A un osservatore esterno, l’esercitazione sorprende per il perfetto sincronismo che unisce tutti i partecipanti. Tuttavia, è durante il debriefing che si percepisce chiaramente come dietro gli equipaggiamenti high-tech simili a quelli di RoboCop non ci siano supereroi della fantasia, ma servitori dello Stato reali, dotati di un forte senso di responsabilità ed eccellenti competenze tecniche.

Pronti ad intervenire per risolvere le situazioni più critiche di ordine pubblico, gli uomini del GIS vengono selezionati tra i Carabinieri del Reggimento Tuscania dopo un addestramento di circa 2 anni.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Il Gruppo di Intervento Speciale è stato istituito nel 1978 per fronteggiare l’emergenza degli “anni di piombo”, caratterizzati da estremismo politico, violenze in piazza, lotta armata e terrorismo. Lo Stato italiano rispose con interventi legislativi che rafforzarono i poteri d’intervento e l’uso delle armi da parte delle forze di polizia, nel rispetto dei limiti costituzionali. Il primo intervento significativo fu la legge “Reale” del 22 maggio 1975, proposta dall’allora Ministro di Grazia e Giustizia Orazio Reale nel Governo presieduto da Aldo Moro, che riformò il processo penale e l’ordine pubblico. Essa estese la custodia preventiva anche senza flagranza di reato, consentendo un fermo preventivo di polizia fino a 96 ore prima dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria. Inoltre, autorizzò l’uso legittimo delle armi non solo in caso di violenza o resistenza, ma anche in via preventiva per impedire stragi, disastri aerei o ferroviari, rapine a mano armata e sequestri di persona. La legge scatenò molte polemiche, con il Partito Radicale che presentò richiesta di referendum abrogativo per eccesso di repressione. Il referendum, tenutosi l’11 giugno 1978, vide il 76,46% degli elettori votare per il mantenimento della legge, contro il 23,45% contrari.

Ogni operazione viene pianificata in base alle condizioni ambientali in cui occorre intervenire. Per far fronte ad ogni tipo di situazione, il GIS può contare sull’ausilio di mezzi aerei, navali e terrestri oltre che di attrezzature subacquee ed alpinistiche.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Ai provvedimenti legislativi, nel 1978 seguì l’istituzione di corpi speciali antiterrorismo: il GIS dei Carabinieri, il NOCS della Polizia e i Reparti SVATPI della Guardia di Finanza, dotando l’Italia di strumenti efficaci contro l’aumento degli atti terroristici.

In questo periodo il GIS interviene in situazioni particolarmente complesse. Nel 1980 un brigatista e settanta detenuti prendono in ostaggio 18 guardie del supercarcere di Trani. Grazie ad un’operazione pianificata meticolosamente, i militari riescono a liberare gli ostaggi senza spargimento di sangue ed a prendere il controllo del penitenziario. Nel tempo, si è distinto anche nella lotta alla criminalità organizzata, catturando pericolosi latitanti e boss mafiosi, supportando le attività investigative e intervenendo in operazioni di polizia ad alto rischio, dimostrando versatilità e affidabilità.

Per gli uomini del GIS l’uso delle armi costituisce l’extrema ratio. L’obiettivo di ogni operazione è riportare l’ordine pubblico evitando spargimenti di sangue e salvaguardare anche la vita dei delinquenti.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Sono in pochi a conoscere il numero esatto e l’identità dei militari che fanno parte del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri ed è direttamente il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ad autorizzarne l’impiego per operazioni d’emergenza.
Foto di Vincenzo Sottosanti, Archivio LIMEN.

Attualmente, il reparto è organizzato in sezioni dedicate alle operazioni e all’addestramento, comprese attività formative relative ai servizi di protezione e scorta per tutto il personale dell’Arma, ai magistrati impegnati nelle più delicate indagini antimafia e a dirigenti di altri enti statali. All’interno del GIS opera anche un Nucleo Negoziatori, composto da operatori con elevate capacità comunicative, equilibrio psico-fisico e padronanza delle lingue straniere. Dopo un rigoroso processo selettivo interno, questi partecipano a corsi di negoziazione all’estero e si occupano della selezione e formazione dei negoziatori di primo livello, presenti presso i Comandi Provinciali dell’Arma territoriale. Grazie alla sua duplice natura di Forza Speciale e Unità Speciale di polizia, il reparto continua a potenziare le proprie capacità per affrontare al meglio le minacce non convenzionali e ibride tipiche del contesto nazionale e internazionale attuale. Come recita il suo motto, “In Singuli Virtute Aciei Vis” – nella forza del singolo risiede la potenza del gruppo – il successo del GIS si fonda sulle virtù di ciascun componente.

Molti carabinieri aspirano a entrare nel GIS, ma solo pochi superano la selezione ed i due anni di addestramento previsti per entrare a far parte del reparto operativo. Sono numerosi anche i fan che appagano il sogno di indossare l’equipaggiamento high-tech del GIS acquistando online zaini, portachiavi, calendari, patch e gadget con il logo del Gruppo d’Intervento Speciali sempre pronto a intervenire per garantire la nostra sicurezza.