Il 27 gennaio è il giorno della Memoria, si ricorda la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che si sono opposti al progetto di sterminio ed, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Il genocidio della Germania nazista provocò tra il 1933 ed il 1945 circa 16 milioni di vittime tra ebrei e categorie di persone ritenute dai nazisti “indesiderabili” o “inferiori”. Oltre ad ebrei, vennero perseguitati ed uccisi oppositori politici, testimoni di Geova, omosessuali, infermi ed appartenenti a minoranze etniche come rom, sinti e jenisch.

Dalle ricerche effettuate da Susan Zuccotti, autrice del libro “L’Olocausto in Italia” pubblicato nel 1995 da TEA, in seguito alle leggi razziali fasciste del 1938 sulla “difesa della razza italiana”, 6.806 ebrei presenti in Italia vennero identificati e deportati in campi di concentramento e soltanto 837 tornarono vivi.

Le deportazioni furono precedute da un censimento effettuato dall’Ufficio studi del problema della razza del Ministero della Cultura Popolare che rivelò la presenza in Italia di circa 47.000 ebrei italiani ed oltre 10.000 ebrei di nazionalità straniera. In Sicilia risultavano presenti circa duecento ebrei: 96 a Palermo, 75 a Catania, 21 a Messina, 3 a Siracusa.

Tra il 1938 ed il 1943 la Sicilia era ancora più isolata di oggi dal continente ma questo non impedì l’applicazione delle Leggi razziali come ricordano i testimoni diretti intervistati da LIMEN.

Interviste tratte dal documentario “La Guerra in Sicilia” di Vincenzo Sottosanti (2004)

Abies nebrodensis

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