Il rientro di San Giorgio: la salita che emoziona Ibla

RAGUSA IBLA – Quando la seconda processione volge al termine e le ultime note della banda si confondono con gli applausi della folla, per i devoti di San Giorgio arriva il momento più intenso e simbolico della festa: il rientro del simulacro nel Duomo. È un rito che si ripete ogni anno, ma che continua a conservare intatta la sua forza emotiva, capace di unire fede, tradizione e senso di appartenenza.

Dopo aver attraversato le vie di Ragusa Ibla, la statua del patrono fa ritorno ai piedi della monumentale scalinata del Duomo. Qui migliaia di persone si stringono attorno al sagrato, consapevoli di assistere a uno degli istanti più spettacolari dell’intera celebrazione. La salita della scalinata non è un semplice trasferimento della statua, ma un gesto corale che rappresenta il culmine della devozione popolare.

Il simulacro ligneo di San Giorgio, realizzato da Giuseppe Bagnasco nel XIX secolo e dal peso complessivo superiore ai cinquecento chilogrammi, viene trasportato esclusivamente a spalla dai portatori. I portatori, disposti lungo le stanghe del fercolo, avanzano con passo sincronizzato, guidati dall’esperienza dei capisquadra e dai richiami che scandiscono il ritmo della salita. Ogni movimento è studiato con precisione: la forza delle braccia si unisce all’equilibrio e alla perfetta coordinazione necessaria per affrontare gli oltre cinquanta gradini che conducono all’ingresso del Duomo.

Attorno a loro si crea un’atmosfera unica. C’è chi prega in silenzio, chi segue il simulacro con gli occhi lucidi, chi accompagna ogni metro della salita con un lungo applauso. Famiglie intere, anziani che custodiscono il ricordo delle feste di un tempo, giovani portatori che raccolgono il testimone delle generazioni precedenti e visitatori provenienti da ogni parte della Sicilia condividono lo stesso momento di intensa partecipazione. La banda musicale sottolinea l’ascesa con le tradizionali marce, mentre il suono delle campane del Duomo si diffonde su tutta Ibla, amplificando la solennità dell’evento.

La salita richiede uno sforzo considerevole. I portatori affrontano i gradini con passo lento ma deciso, mantenendo il fercolo perfettamente in equilibrio. Ogni breve arresto serve a ristabilire l’assetto e a consentire il ricambio delle energie, prima di riprendere l’ascesa fino al sagrato. La statua sembra avanzare sospesa sopra la folla, tra gli incitamenti dei presenti e l’emozione che cresce gradino dopo gradino.

Quando il simulacro raggiunge finalmente il pianoro antistante il Duomo, un lungo applauso accompagna l’ultimo tratto verso il portale principale. È il segnale che la festa esterna si conclude e lascia spazio al raccoglimento. L’ingresso del santo nella sua chiesa rappresenta il ritorno del patrono alla sua comunità dopo aver simbolicamente visitato le strade e le case della città, rinnovando il legame tra San Giorgio e i ragusani.

Il rientro della statua non è soltanto l’epilogo della seconda processione, ma l’immagine che meglio sintetizza il significato della festa patronale di Ibla: una tradizione tramandata da secoli, costruita sulla fatica dei portatori, sulla partecipazione di un intero popolo e su una devozione che continua a trasformare la monumentale scalinata del Duomo in un luogo di fede, memoria e identità collettiva. Le celebrazioni di San Giorgio rappresentano ancora oggi uno dei momenti più sentiti della vita religiosa e culturale della città, richiamando ogni anno migliaia di fedeli e visitatori.

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