Il Parco urbano della vallata Santa Domenica è ormai una realtà. I ragusani che il 26 e il 27 settembre 2026 hanno preso parte alle due giornate inaugurali promosse dal Comune hanno saputo esprimere al meglio il profondo senso di appartenenza a una comunità che riconosce nella “Cava” un simbolo della propria identità.
Le due giornate di festa segnano la restituzione di Cava Santa Domenica alla cittadinanza come parco urbano. Il finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il PNRR, ha permesso all’amministrazione comunale di recuperare percorsi e spazi nei quali tornare a camminare e incontrarsi. Il senso di quell’investimento comincia a diventare visibile nei passi delle persone.
Ragusa 2043: il futuro comincia dai «vuoti» della città
La storia che conduce fin qui parte dal lavoro avviato nel 2018. L’assessore Giovanni Giuffrida ricorda le prime scelte condivise con il sindaco Peppe Cassì e Giovanni Iacono per organizzare la capacità progettuale del Comune.
«Io, Cassì e Iacono abbiamo iniziato ad amministrare la città di Ragusa nel 2018».
Fin dall’inizio, racconta Giuffrida, reperire risorse e preparare progetti dovevano procedere insieme.
«Otto anni fa, quando abbiamo iniziato questa avventura, avevo già la delega per i Lavori Pubblici e la prima cosa a cui abbiamo pensato è stato un Ufficio che potesse reperire risorse finanziarie per portare avanti le progettualità programmate».
Per costruirlo bisognava intervenire sull’organizzazione degli uffici, individuare competenze, assegnare compiti.
«Per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo fatto una scelta politica, abbiamo spostato il personale che ritenevamo idoneo a svolgere mansioni di progettazione creando così un Ufficio che in due anni ha dato i primi risultati».
Giuffrida riconduce a quella preparazione la possibilità di affrontare i programmi successivi: «Grazie a questo Ufficio ci siamo trovati pronti per poter sviluppare progetti finanziati dal PNRR e dal PSC».
Alla macchina amministrativa l’assessore affianca un orizzonte: Ragusa 2043. La città futura, nel suo racconto, prende forma collegando gli interventi alle funzioni che dovranno svolgere e alle opportunità che potranno aprire intorno a sé.
«Le azioni portate avanti negli ultimi otto anni sono tutte collegate tra loro in base ad un modo di vedere Ragusa nel futuro. Abbiamo avviato l’iniziativa “Ragusa 2043” immaginando come sarà la nostra città nel 2043».
Il disegno passa attraverso i «vuoti»: edifici abbandonati, spazi che hanno perso un uso, parti della città rimaste ai margini delle abitudini quotidiane.
«Recuperare “vuoti” significa creare opportunità di sviluppo nell’area attorno allo spazio che abbiamo recuperato».
Giuffrida cita l’ex biblioteca comunale e il teatro Concordia. Un edificio riaperto può richiamare persone, sostenere attività, rendere un quartiere più frequentato. È il rapporto fra l’opera e ciò che le accade intorno a dare significato alla progettazione integrata.
«I “vuoti” che abbiamo recuperato, e che stiamo continuando a recuperare, diventano componenti importanti del tessuto urbano quando si traducono in dei “luoghi”».
Una valle da vivere: la parola ai cittadini
Nella vallata, questa prospettiva ha incontrato una domanda precisa: come vogliono viverla i ragusani?

Il 6 dicembre 2025, cittadini, assessore e responsabili del progetto percorsero insieme il cantiere di Cava Santa Domenica. La visita diede avvio ad un percorso di democrazia partecipativa, proseguito con incontri e laboratori. Mentre si costruivano i sentieri, la comunità cominciava a immaginare le ragioni per tornarci.
Giuffrida descrive ciò che quel confronto ha prodotto. «Gli incontri organizzati con la società civile, con le associazioni, sono serviti tanto, ci hanno permesso di capire ciò che i cittadini vogliono. Dal confronto democratico e partecipativo sono uscite fuori le attività che la cittadinanza si aspetta di poter svolgere all’interno del parco urbano».
Le richieste stanno orientando i bandi in preparazione e la futura gestione.
«Innanzitutto, abbiamo deciso di procedere con la metodologia del partenariato pubblico-privato. L’Amministrazione comunale si impegna con un contributo economico mentre il privato dovrà gestire il parco rendendolo accessibile ai cittadini».
Manutenzione ordinaria, controllo e pulizia saranno responsabilità del gestore. Restano in valutazione piccoli chioschi e attività di ristorazione nelle latomie.
«Il nostro obiettivo è fare di Cava Santa Domenica non un luogo di passaggio ma di aggregazione sociale, di ritrovo, di eventi».
La festa d’apertura consegna dunque all’amministrazione comunale anche le aspettative raccolte nei mesi precedenti. Il percorso verso Ibla conserva inoltre tratti da completare: Giuffrida segnala ulteriori consolidamenti sul costone di San Paolo e stima un paio d’anni per rendere pienamente fruibili i sentieri naturalistici.
Cava Santa Domenica: un cantiere dentro un paesaggio fragile

Su questa valle, recuperata ma ancora parte di una trasformazione più ampia, si concentra la conversazione con Giovanni Licitra, dirigente dell’Ufficio PNRR del Comune di Ragusa. Il progetto da 6,5 milioni di euro di PNRR ha richiesto di tenere insieme l’esecuzione dei lavori e l’attenzione per un ambiente delicato.
Gli chiedo che cosa abbia distinto Santa Domenica dagli altri interventi.
«L’unicità che ha la Vallata Santa Domenica, rispetto agli altri Progetti PNRR, è senz’altro legata all’attenzione che si è dovuta tenere per quanto riguarda l’impatto ambientale», risponde. «Noi andavamo a intervenire in un contesto che dal punto di vista ambientale era molto delicato».
Il confronto con le associazioni, ricorda, entrò nel progetto anche attraverso una scelta tecnica: affiancare alla direzione dei lavori un agronomo specializzato.
«Ogni volta che c’era da eradicare una pianta oppure fare una sorta di ripiantumazione c’era sempre l’affiancamento dell’esperto».
L’amministrazione accolse il suggerimento. L’incarico comportò una spesa aggiuntiva, ma, osserva Licitra, «è ritornato molto utile in un intervento di questo genere». La partecipazione della società civile aveva così aggiunto una competenza al lavoro sul campo.
Un altro risultato si trova nel quadro economico. Ai fondi PNRR erano stati affiancati 650 mila euro del Fondo opere indifferibili, il FOI, destinati a fronteggiare l’aumento dei costi. Quella riserva, precisa il dirigente, è rimasta inutilizzata: le economie ottenute durante l’esecuzione hanno coperto anche i rincari dei materiali.
Gli chiedo che cosa significhi dal punto di vista tecnico.
«Significa che la gestione del cantiere è stata oculata. Non succede spesso che non ci sia bisogno di utilizzare risorse aggiuntive per l’incremento dei prezzi dei materiali».
Licitra attribuisce i risparmi di spesa alle scelte strategiche della direzione lavori. Nel cantiere diretto da Alberto Iacono e Gianfabio Tomasi, le soluzioni adottate sono state determinanti per completare l’intervento senza dover ricorrere al fondo di dotazione aggiuntiva.
Il mancato utilizzo del FOI, conclude, «è un segnale di efficienza della fase esecutiva». Il quadro iniziale da 7,15 milioni comprendeva quindi una disponibilità che, secondo la sua testimonianza, non è stata utilizzata. La spesa effettiva dovrà risultare dal consuntivo.
Licitra: trasformare i fondi in risultati per la comunità
Dalla gestione della valle, Licitra allarga il ragionamento alla responsabilità che accompagna l’intero PNRR. Una parte delle risorse europee è costituita da prestiti allo Stato: assumere quel debito richiede di ottenere un miglioramento reale del territorio.
«Lo Stato si troverebbe a pagare un debito per un risultato non raggiunto».
È in questa prospettiva che il dirigente legge la severità dei controlli e della rendicontazione. Ogni progetto deve attraversare traguardi intermedi, documentare il percorso, rispettare scadenze. Per gli enti locali fu necessario imparare a lavorare dentro regole nuove.
«Gli stessi dirigenti e gli amministratori non hanno capito subito come interpretare le regole», ricorda. «Non eravamo abituati a queste procedure».
Ragusa, spiega, ha scelto di commisurare gli obiettivi alle proprie possibilità.
«Tutto è stato misurato in base alle capacità progettuali del Comune di Ragusa. Questo è uno dei motivi per cui non abbiamo ricevuto nessuna revoca di finanziamento».
Nella selezione delle idee progettuali da sviluppare entravano il personale disponibile, le competenze e le risorse necessarie per affidare all’esterno le progettazioni che gli uffici non potevano sostenere direttamente. Ottenere un finanziamento significava assumersi anche il compito di gestirlo fino alla conclusione.
L’esperienza, aggiunge Licitra, può proseguire oltre questa stagione: le opere realizzate sono state pensate per diventare «progetti pilota per future realizzazioni». La programmazione descritta da Giuffrida trova qui una possibilità di continuità, nelle competenze maturate durante il lavoro.
Il bilancio del sindaco Cassì: 31 progetti, quasi 47 milioni
Il 28 settembre, il giorno dopo la festa nella vallata, il sindaco Peppe Cassì presenta alla stampa il bilancio del PNRR. L’apertura del parco offre un risultato che molti cittadini hanno appena potuto vedere e attraversare.
«È giusto che la popolazione, la cittadinanza venga informata sullo stato dell’arte», afferma.
Il quadro comunicato dall’amministrazione comprende 31 progetti, 28 dichiarati conclusi, finanziamenti per 46.545.910,60 euro e risorse utilizzate al 61,2%.
Cassì ringrazia il Dott. Giovanni Licitra, «il regista di tutte le operazioni», e richiama il lavoro amministrativo necessario per accompagnare i cantieri: aggiornare le piattaforme, registrare l’avanzamento, rispettare gli adempimenti.
Il PNRR, dice, «è un piano di performance». Le scadenze hanno conseguenze: «Significa che se non raggiungi determinati traguardi tempo per tempo perdi soldi».
I vantaggi del PNRR per la città di Ragusa
Nelle schede presentate, gli investimenti raggiungono quartieri e frazioni fino al mare. I quattro asili nidi prevedono complessivamente 195 posti; la scuola dell’infanzia di Marina di Ragusa ne prevede 225. Housing First ha ricavato 18 posti letto in abitazioni recuperate. La Stazione di posta, gli appartamenti destinati all’autonomia delle persone con disabilità, gli impianti sportivi e i servizi digitali compongono altri capitoli del programma.
Per le famiglie e per chi ha bisogno di assistenza, queste dotazioni possono cambiare l’organizzazione della giornata e le possibilità di ricevere un servizio. La loro efficacia andrà misurata seguendo l’attivazione delle strutture e le persone effettivamente accolte.
Restano aperti, nel riepilogo, il nido di Marina, Villa Moltisanti e Foro Boario. Anche il diverso peso economico degli interventi aiuta a comprendere perché 90,3% di progetti dichiarati conclusi e 61,2% di risorse utilizzate possano convivere. Nel conteggio, un servizio digitale vale un’unità quanto un grande cantiere; pagamenti e rendicontazione possono proseguire dopo l’ultimazione. Per spiegare precisamente la distanza fra le due percentuali servono i dati finanziari di ciascun progetto.
fact-checking
PNRR a Ragusa: il confronto con gli altri Comuni e la Sicilia
Il sindaco Peppe Cassì rivendica un’efficienza superiore alle medie regionali e nazionali. Per valutare la posizione del capoluogo rispetto agli altri enti, la Redazione di LIMEN ha analizzato i dati di OpenPNRR aggiornati al 13 giugno 2026 ed estratti il 30 settembre. La rilevazione precede dunque le ultime consegne estive.
| Comune | Progetti censiti | Conclusi | In corso | Quota conclusi | Opere concluse / totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Acate | 13 | 6 | 7 | 46,2% | 0 / 4 |
| Chiaramonte Gulfi | 11 | 8 | 3 | 72,7% | 0 / 1 |
| Comiso | 20 | 7 | 13 | 35,0% | 0 / 9 |
| Giarratana | 13 | 8 | 5 | 61,5% | 1 / 2 |
| Ispica | 19 | 5 | 14 | 26,3% | 0 / 7 |
| Modica | 25 | 5 | 20 | 20,0% | 0 / 16 |
| Monterosso Almo | 6 | 3 | 3 | 50,0% | — |
| Pozzallo | 7 | 2 | 5 | 28,6% | 0 / 5 |
| Ragusa | 31 | 11 | 20 | 35,5% | 4 / 14 |
| Santa Croce Camerina | 16 | 8 | 8 | 50,0% | 1 / 7 |
| Scicli | 12 | 5 | 7 | 41,7% | 0 / 4 |
| Vittoria | 26 | 11 | 15 | 42,3% | 5 / 15 |
Ricongiungendo le due anagrafiche sotto le quali il Comune compare come soggetto attuatore, risultano 31 progetti, 11 registrati come conclusi e 20 in corso. La quota di conclusione è del 35,5%, mentre l’insieme dei dodici Comuni ragusani raggiunge il 39,7%. Sono totali che comprendono anche servizi e interventi digitali, con tempi e complessità differenti.
La lettura cambia quando si osservano soltanto le opere pubbliche: Ragusa registra 4 interventi conclusi su 14, il 28,6%, contro il 13,1% ottenuto aggregando i dodici Comuni. Vittoria ne registra 5 su 15, il 33,3%; Giarratana uno su due, il 50%, su un programma molto più piccolo.
Allargando lo sguardo a tutti i soggetti attuatori, la quota di opere concluse è del 15,5% in Sicilia e dell’8,9% nel territorio provinciale di Ragusa. Il capoluogo supera entrambi gli aggregati, che comprendono però anche enti diversi dai Comuni e interventi con scadenze e difficoltà differenti.
Il confronto offre quindi un riscontro alla capacità di realizzazione rivendicata dall’amministrazione: a giugno Ragusa registrava una quota di opere concluse superiore agli aggregati comunale, provinciale e regionale. Non dimostra un primato generale fra i dodici Comuni. Il 90,3% dichiarato il 28 settembre richiede dati aggiornati alla stessa data, un elenco riconciliato per CUP e criteri omogenei di conclusione. La coincidenza del numero complessivo dei progetti, da sola, non basta a rendere sovrapponibili le due rilevazioni.
Santa Domenica consegna intanto alla valutazione un risultato concreto. L’amministrazione Cassì ha portato un finanziamento fino alla restituzione di un luogo alla comunità; i cittadini hanno contribuito a immaginarne gli usi e sono tornati a percorrerlo. La gestione dovrà dare continuità a quel ritorno.
Il dirigente Giovanni Licitra riporta il PNRR al suo obiettivo: «serviva sopratutto a migliorare la società, cioè il vivere dei cittadini della Comunità Europea».
Nella Cava di Santa Domenica, il significato di quelle parole ha cominciato a prendere forma durante due giornate di festa. La prossima misura del risultato sarà il ritorno dei ragusani lungo quei sentieri, anche quando nessun programma di eventi li inviterà a scendere.


