
STRASBURGO, 21 ottobre 2026. Un’inchiesta sull’accordo tra Italia e Albania per la gestione dei migranti ha conquistato il Premio Daphne Caruana Galizia 2026, assegnato dal Parlamento europeo al giornalismo che difende i valori fondamentali dell’Unione.
A riceverlo sono Giacomo Zandonini, italiano, e Maite Vermeulen, olandese, autori di un’indagine pubblicata sulla piattaforma indipendente De Correspondent. Il lavoro è stato selezionato tra 344 candidature provenienti dai 27 Stati membri.
Alla cerimonia, svoltasi nella sala stampa intitolata alla giornalista maltese, hanno partecipato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la vicepresidente Pina Picierno.
Diciotto mesi per cercare ciò che non viene mostrato
L’inchiesta, intitolata Cuffed, caged, cast away: this is Europe’s “innovative solution” for unwanted migrants, ricostruisce il funzionamento dell’accordo che ha consentito all’Italia di realizzare strutture per migranti a Shëngjin e Gjadër, in territorio albanese.
Per diciotto mesi i giornalisti hanno seguito flussi finanziari, intervistato migranti, funzionari, avvocati e rappresentanti istituzionali. Hanno presentato oltre trenta richieste di accesso alle informazioni in sei Paesi europei, coinvolgendo anche Commissione europea, Consiglio dell’UE e Frontex.
La ricostruzione, realizzata con il contributo di Bebe Blanco Agterberg, Sharon Coone e del fotografo Francesco Bellina, documenta le difficoltà incontrate: accesso negato ai centri, informazioni sul numero dei trattenuti non disponibili, personale vincolato da accordi di riservatezza e spese gestite attraverso procedure emergenziali.
Il costo della politica migratoria
Secondo le stime pubblicate nell’inchiesta, nei primi due anni il progetto avrebbe comportato 259 milioni di euro di spesa, mentre le persone trattenute sarebbero state 256.
Il rapporto supera il milione di euro per persona, pur comprendendo investimenti e costi complessivi non direttamente imputabili ai singoli trattenimenti.
Il governo italiano ha presentato l’accordo come uno strumento innovativo di gestione delle migrazioni. I giornalisti ne contestano invece l’efficacia, la trasparenza e le conseguenze sui diritti fondamentali.
Il riconoscimento europeo premia la qualità dell’indagine, senza costituire un giudizio istituzionale sulla legittimità dell’accordo.
L’eredità di Daphne
Il premio, del valore di 20.000 euro, ricorda Daphne Caruana Galizia, assassinata a Malta il 16 ottobre 2017 mentre indagava su corruzione, riciclaggio e intrecci tra politica e interessi economici.
«Il Parlamento europeo continuerà a sostenere i giornalisti, a difendere la libertà di stampa e a battersi per la giustizia», ha dichiarato Metsola.
La scelta dell’inchiesta sull’Albania assume un significato che supera la questione migratoria.
Quando decisioni pubbliche vengono attuate oltre i confini dell’Unione, chi garantisce il controllo democratico sull’impiego delle risorse e sul rispetto dei diritti?
Il giornalismo indipendente serve proprio a questo: attraversare le zone d’ombra del potere, verificare ciò che le istituzioni dichiarano e restituire ai cittadini gli strumenti per giudicare.
È anche dalla possibilità di conoscere ciò che il potere preferirebbe sottrarre allo sguardo pubblico che dipende la salute di una democrazia.


