In marcia per il Parco degli Iblei

La Regione Siciliana prende tempo, l’Europa investe nel futuro. Mentre l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei resta bloccata, l’Unione Europea mette a bando 149,45 milioni di euro per proteggere la biodiversità, sostenere la ricerca e promuovere lo sviluppo sostenibile. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’opportunità di crescita per il territorio ibleo in un’occasione perduta.

Vincenzo Sottosanti
Vincenzo Sottosanti

IN BREVE

PUBBLICITÀ
LIMEN – Guarda oltre la superficie

Buccheri, 11 ottobre 2026. I manifestanti arrivano alla spicciolata nella piazza principale, da ogni parte della Sicilia. Diventano trecento, poi oltre quattrocento, secondo la stima degli organizzatori. Il sole regala un’atmosfera di festa primaverile. Si aspetta di mettersi in cammino per chiedere il Parco nazionale degli Iblei.

Nello stesso paese il deputato Carlo Auteri convoca nell’aula consiliare un’assemblea sulle ragioni del no al progetto attuale. Nelle immagini diffuse dalla RAI si contano non più di una trentina di partecipanti. Nella piazza principale di Buccheri, Marco Mastriani, in rappresentanza dell’Ente Fauna Siciliana, parla di fronte a centinaia di persone.

Buccheri, 11 ottobre 2026. Centinaia di cittadini e rappresentanti delle associazioni ambientaliste marciano a sostegno dell’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN
Buccheri (SR), 11 ottobre 2026. Centinaia di cittadini e rappresentanti delle associazioni ambientaliste attraversano il Bosco Santa Maria, alle pendici di Monte Lauro, per chiedere che venga finalmente completato l’iter istitutivo del Parco Nazionale degli Iblei. Una marcia collettiva in difesa della biodiversità e per il futuro sostenibile del territorio ibleo. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN

Dagli abissi all’altopiano ibleo

Tra la folla scorgo Patrizia Maiorca. Nei suoi occhi chiari e vivaci ritrovo lo sguardo profondo di suo padre Enzo, quando mi guidò alla scoperta della Pillirina, il suo luogo del cuore, raccontandomi di quel delicato equilibrio tra uomo e natura che lui e le sue figlie hanno inseguito per una vita in un mondo per loro senza segreti. Patrizia riparte proprio da lì: «Mio padre ha lottato con tutte le forze per la tutela della Pillirina, per la quale attendiamo ancora il riconoscimento ufficiale come Riserva. Il sito è già inserito tra quelli da tutelare e ci auguriamo che il provvedimento arrivi presto».

Detentrice di dodici primati mondiali di apnea e oggi presidentessa dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, Patrizia definisce la giornata di Buccheri «importantissima». È convinta che ciò che lei, Enzo e Rossana hanno sempre cercato nelle profondità marine vada ricercato anche nell’altopiano ibleo. «La natura non funziona a compartimenti stagni». Proteggere gli Iblei, spiega, significa difendere anche il mare: un «unicum» dal quale dipende il benessere dell’intero Sud-Est siciliano.

Buccheri (SR), 11 ottobre 2026. Patrizia Maiorca, presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, alla manifestazione per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, richiama l’attenzione sul legame indissolubile tra terra e mare: «La Natura non funziona a compartimenti stagni. Se proteggiamo e difendiamo la Natura degli Iblei, difendiamo anche il mare, e viceversa». Un principio sostenuto da evidenze scientifiche sempre più solide: gli ecosistemi terrestri e marini costituiscono un unico sistema naturale, la cui tutela non può conoscere confini. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN.

L’ostruzionismo della politica e le opportunità perdute

Marco Mastriani, dell’Ente Fauna Siciliana, apre la manifestazione e guida il corteo verso il Bosco Santa Maria. L’associazione ha presentato il ricorso al TAR per ottenere la conclusione dell’iter istitutivo. Alla politica chiede di «governare la bellezza, la tutela ma anche lo sviluppo socio-economico di questo territorio». È una richiesta che trova oggi un riscontro concreto nelle opportunità europee.

Mentre il corteo avanza verso Monte Lauro, il deputato Auteri dichiara alla stampa di aver inoltrato una diffida formale al Ministero, sottolineando la necessità di priorità per le gravi criticità ambientali, tra cui depurazione, gestione delle risorse idriche e dissesto idrogeologico. L’esponente di Fratelli d’Italia, tuttavia, trascura un aspetto fondamentale: proprio la presenza di queste emergenze rende indifferibile l’istituzione del Parco.

Attendere la risoluzione di ogni singola criticità significa solo posticipare l’adozione di uno strumento cruciale per risolverle. La tutela della salute dell’acqua è un tema che coinvolge trasversalmente cittadini e imprese, ben al di là delle diverse sensibilità ambientaliste.

Serve concludere urgentemente l’iter e avviare insieme la concertazione fra Comuni, società civile e produttori. Il Parco potrà coordinare conoscenze e progetti; gestori e autorità competenti devono intanto intervenire su depurazione e scarichi. Le due strade devono procedere insieme.

Buccheri (SR), 11 ottobre 2026. Marco Mastriani, dell’Ente Fauna Siciliana, durante la manifestazione per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. L’associazione è promotrice di un ricorso al TAR contro l’inerzia della Regione Siciliana, i cui ritardi continuano a ostacolare la nascita del Parco, sottraendo al territorio ibleo preziose opportunità di tutela della biodiversità, valorizzazione del patrimonio naturale e sviluppo economico sostenibile, anche grazie alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN

Dallo Zingaro agli Iblei: quando una marcia può cambiare la storia

«Finalmente, dopo 19 anni ritroviamo entusiasmo e piacere di ritrovarci». Giuseppe Riggio, presidente del Club Alpino Italiano della Sicilia, riassume così il significato della Marcia per il Parco degli Iblei.

Diciannove anni di attesa, richieste avanzate dalla società civile, iniziative e ostacoli che non hanno ancora consentito di completare l’istituzione del Parco Nazionale. Ma la storia siciliana insegna che una manifestazione popolare può cambiare il destino di un territorio.

Accadde il 18 maggio 1980, quando centinaia di cittadini, mobilitati dalle associazioni ambientaliste, marciarono lungo la costa dello Zingaro per fermare la costruzione di una strada che avrebbe compromesso uno degli ultimi tratti incontaminati del litorale siciliano.

Quella mobilitazione segnò una svolta storica: il 6 maggio 1981 la Regione istituì la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, la prima della Sicilia.

Non fu soltanto una vittoria ambientalista, ma l’inizio di una rivoluzione culturale che avrebbe progressivamente trasformato il rapporto dei siciliani con il proprio patrimonio naturale.

Da quella conquista è nato un sistema che oggi comprende il Parco nazionale di Pantelleria, sette Aree Marine Protette, quattro Parchi regionali e 75 Riserve naturali. A Buccheri, quarantasei anni dopo, sembra riemergere la stessa consapevolezza: proteggere la natura non significa rinunciare allo sviluppo, ma scegliere quale futuro costruire.

Giuseppe Riggio, Presidente del CAI Sicilia, riconosce nelle opposizioni di oggi argomenti già ascoltati allora: «Le resistenze sono sempre le stesse da 40 anni», osserva, ricordando che, quando i parchi vengono istituiti e funzionano, «le privazioni sono molto meno dei benefici che i parchi riescono a dare alle popolazioni locali». A condizione, aggiunge, che le comunità continuino a esercitare pressione affinché le aree protette funzionino davvero e favoriscano le attività economiche compatibili.

La Marcia dello Zingaro aprì una nuova stagione per la tutela della natura siciliana. Quella degli Iblei potrebbe rappresentare l’inizio di un’altra stagione: trasformare un patrimonio naturale ancora insufficientemente valorizzato in una risorsa condivisa, capace di generare conoscenza, lavoro e benessere per le comunità locali.


Buccheri (SR), 11 ottobre 2026. Per Giuseppe Riggio, presidente del CAI Sicilia, le aree protette, quando sono gestite efficacemente, rappresentano un’opportunità concreta per le comunità locali: «Le privazioni sono molto meno dei benefici che i parchi riescono a dare alle popolazioni locali». Un messaggio che ribalta la narrazione del Parco come ostacolo all’economia e richiama la necessità di un impegno collettivo per garantirne il funzionamento. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN

A Cava Misericordia, nel Ragusano, l’urgenza ha una storia precisa.

Le sorgenti Misericordia e Oro-Scribano hanno contribuito all’approvvigionamento di circa dodicimila ragusani, prima dell’interruzione dell’uso potabile per contaminazione. I rapporti storici ARPA registrano composti azotati e, in alcune rilevazioni, un principio attivo di pesticida. LIMEN ha ricordato anche criticità chimiche e batteriologiche nei campionamenti del 2025.

Natura 2000 e le riserve regionali hanno già valore. Il Parco può coordinarne la tutela in un paesaggio abitato da millenni. A Ragusa, Cava Santa Domenica, restituita alla città, è per LIMEN la «Porta del Parco degli Iblei». Completato il collegamento verso Ibla, il sentiero attraverserà una storia di orti, mulini, pietra da costruzione e sepolture rupestri. La natura che sosteneva la sopravvivenza offre oggi anche conoscenza e benessere.

Le serre ragusane raccontano invece la potenza dell’agricoltura contemporanea e le sue responsabilità. Le aziende che sperimentano irrigazione efficiente, gestione dei nutrienti e difesa biologica possono trovare nella tutela del territorio una possibilità di innovazione con il sostegno della Commissione Europea. Acqua affidabile, suoli fertili ed ecosistemi sani sono risorse della produzione.

Continuare a perdere tempo sull’iter istitutivo significa soltanto lasciarsi sfuggire preziose opportunità di finanziamento europeo, destinate sia alla ricerca scientifica sia a quegli interventi di riqualificazione ambientale auspicati con forza dal deputato Auteri.


Buccheri (SR), 11 ottobre 2026. Centinaia di cittadini marciano per il Parco Nazionale degli Iblei. Dopo 19 anni di attesa, un messaggio chiaro alla Regione Siciliana: basta ritardi, il territorio non può più rinunciare al proprio futuro. Foto V. Sottosanti / Archivio LIMEN

L’Europa investe nella Natura

Il 13 ottobre l’Unione europea ha aperto due bandi Horizon Europe gestiti dalla European Research Executive Agency. Il bilancio indicativo complessivo è di 149,45 milioni di euro, quasi 150 milioni: 41,45 milioni per HORIZON-NATURE-2027-01 e 108 milioni per HORIZON-NATURE-2027-02. Le candidature scadono il 14 gennaio 2027.

Il primo finanzia ricerche sugli effetti dei PFAS sulla biodiversità, sulle industrie pulite e digitali e sulla trasformazione verso un’economia compatibile con la natura. Il secondo riguarda declino degli invertebrati, laboratori territoriali per il ripristino degli ecosistemi, traffico di fauna selvatica, specie invasive e monitoraggio.

Fra i possibili partecipanti, REA indica università, amministrazioni, imprese, associazioni, agricoltori e gestori idrici. Generalmente occorrono partenariati internazionali, competenze e proposte coerenti con i singoli temi. Negli Iblei si potrebbe costruire un laboratorio condiviso fra ricercatori e produttori, verificando quali interventi rispondano ai bandi. Il Parco potrebbe aiutarli a lavorare insieme; non occorre attenderne l’istituzione per preparare le candidature.

Le richieste delle associazioni ambientaliste aprono così una prospettiva economica: progetti di ricerca, sperimentazione nelle aziende, servizi di monitoraggio e ripristino, competenze tecniche da impiegare sul territorio. Sono opportunità da costruire, non posti di lavoro già garantiti. Gli agricoltori possono contribuire alle soluzioni anziché subirle; le associazioni possono portare conoscenza e partecipazione; i Comuni possono organizzare esigenze oggi affrontate separatamente.

È infondata l’equazione «Parco uguale blocco di tutte le imprese». Conservazione e attività produttive compatibili possono convivere. Ciò non elimina i vincoli: anche attività oggi lecite possono richiedere adeguamenti, e gli effetti dipenderanno da perimetrazione, zonizzazione e regole.

La Commissione, per Natura 2000, richiama soluzioni locali condivise con proprietari e utilizzatori, considerando esigenze economiche e sociali. Per gli Iblei, questo è un metodo da adottare, insieme alle norme nazionali.

Gli scarichi illegali sono già vietati. Fermarli protegge la salute e chi produce rispettando le regole. Perché difendere chi inquina?

La questione economica seria riguarda come accompagnare le aziende negli adeguamenti necessari, con assistenza, tempi e strumenti finanziari.

La direttiva 2009/128/CE promuove difesa integrata e metodi non chimici quando possibile. La PAC può remunerare pratiche volontarie ulteriori rispetto agli obblighi, sostenere impegni ambientali e investimenti. Il regolamento (UE) 2021/2115 prevede, all’articolo 72, compensazioni per determinati costi aggiuntivi e mancati guadagni legati a Natura 2000 e alla direttiva Acque.

Il Parco genera opportunità non automaticamente un’indennità.

I Comuni possono progettare interventi FESR per acqua e infrastrutture verdi; amministrazioni, imprese e associazioni possono candidare progetti LIFE, secondo bandi e condizioni. Molti sostegni sono accessibili anche fuori dai parchi.

Il vantaggio del nuovo ente dovrà essere la capacità di organizzare progetti e partenariati, fino alla realizzazione.

Qui torna il vero problema: il funzionamento.

La relazione della Corte dei conti n. 13/2025 esamina ventitré Enti parco sui conti del 2023, con aggiornamenti fino all’inizio del 2025. Molti enti erano ancora privi di regolamento e strumenti di pianificazione. Nove erano commissariati nel febbraio 2025. Carenze di professionalità e direzioni provvisorie rischiavano di indebolire la continuità.

La liquidità, passata da 390,9 milioni nel 2021 a 451,9 milioni nel 2023, è stata interpretata dalla Corte come il sintomo di una scarsa efficacia nella gestione della spesa. All’interno di questa cifra figuravano infatti anche somme vincolate e già impegnate, dunque non pienamente disponibili. A ciò si aggiungeva il ritardo nell’approvazione dei rendiconti da parte di sette enti. Nonostante la tenuta del saldo economico complessivo, la relazione ha evidenziato l’urgenza di rafforzare la programmazione, elevare le competenze e garantire maggiore trasparenza.

Il Parco degli Iblei e l’inizio di una nuova storia

Per evitare che si ripetano i medesimi ritardi, è necessario siglare fin da ora un’alleanza strategica tra le amministrazioni comunali e la società civile. Una volta completato l’iter burocratico, risulteranno indispensabili nomine tempestive, una guida stabile, personale qualificato e scadenze certe per l’adozione di regolamenti e piani operativi. Inoltre, ciascun progetto dovrà garantire la massima trasparenza, rendendo facilmente identificabili i responsabili, i costi, le tempistiche e i risultati attesi.

Cava Misericordia può essere il primo cantiere comune, con ARPA, autorità sanitarie, Autorità di bacino e gestore idrico, insieme a Comune di Ragusa, produttori e associazioni. Ricostruire la ricarica, ridurre le pressioni, valutare il recupero potabile se possibile. I nuovi bandi europei chiedono di preparare progetti adesso: attendere significa perdere tempo anche sullo sviluppo.

A Buccheri, Patrizia Maiorca aveva tracciato la rotta: «Il Parco significa vivere il territorio e fare sì che le risorse di questo territorio possano essere godute e fruite dai nostri figli e dai nostri nipoti». Oggi, la voce che si alza da Buccheri chiede un’amministrazione all’altezza di quella visione, capace di tradurre quelle parole in azioni concrete. L’economia degli Iblei ha bisogno che la straordinaria generosità di questa terra venga tutelata e valorizzata per il futuro.

PARTNER LIMEN
LIMEN – Guarda oltre la superficie