La Regione Siciliana prende tempo, l’Europa investe nel futuro. Mentre l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei resta bloccata, l’Unione Europea mette a bando 149,45 milioni di euro per proteggere la biodiversità, sostenere la ricerca e promuovere lo sviluppo sostenibile. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’opportunità di crescita per il territorio ibleo in un’occasione perduta.
Giulia riemerge da una latomia dopo la sua prima esplorazione. Vanessa conversa con quattro amici incontrati lungo il sentiero. Stefano pianta lattuga sugli antichi terrazzamenti. Nella seconda domenica di apertura di Cava Santa Domenica, la città torna nella valle per viverla. E nei consigli dei visitatori prende forma la voglia di partecipare alla sua rinascita.
La pioggia mette alla prova l’apertura del parco urbano. I ragusani attraversano la valle e tornano il giorno dopo, ancora più numerosi. Fra le latomie, l’arpa di Giulia Guastella e le voci di chi già immagina il futuro del parco.
Nel 1981 Giorgio Chessari, del PCI, e Nello Rosso, della DC, furono tra i promotori di una legge regionale per recuperare il centro storico. Quarantacinque anni dopo, un milione e mezzo di euro riaccende la disputa sui meriti politici. Gli atti aiutano a ricostruire la storia e a distinguere i finanziamenti dalla spesa effettiva
Il 29 agosto i vertici del Parco delle Madonie sono arrivati a Ragusa per spiegare cosa accade quando pochi daini diventano migliaia. Tredici giorni dopo, lo stesso Ente ha chiesto alla Regione lo stato di emergenza. È difficile presentare questa storia come un modello di successo. Per gli Iblei la lezione potrebbe essere esattamente opposta:…
Dalla cerimonia di San Giacomo al Parco nazionale ancora fermo, passando per agricoltura, falde contaminate e diga di Santa Rosalia: il riconoscimento assegnato a Ragusa, Modica e Vittoria apre una domanda più profonda sul futuro del territorio ibleo.