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Morire per gioco

4 febbraio 1984, ore 11:50. Un forte boato scuote il piccolo centro ragusano di Santa Croce Camerina. I primi soccorritori arrivati nel luogo dell’esplosione si trovano davanti ad uno scenario raccapricciante. I resti di due corpicini dilaniati sono disseminati intorno ad un bunker della Seconda Guerra Mondiale. A provocare la morte di Giuliano e Salvatore, due bambini di appena otto anni, è stata l’esposione di un ordigno bellico risalente all’ultimo conflitto mondiale. Una tragedia causata da una guerra sconosciuta sia alle vittime che ai loro genitori, e mai dimenticata dalla comunità di Santa Croce Camerina.

Santa Croce Camerina (RG). Foto Vincenzo Sottosanti/Archivio LIMEN.

Davanti al bunker in cui si consumò la tragedia ogni giorno transitano gli scolari della vicina Scuola Media. Una lapide invita ad “odiare” la guerra e ricorda gli strascichi che ogni conflitto bellico comporta. Un messaggio quanto mai attuale se pensiamo alle conseguenze a cui ucraini e palestinesi resteranno esposti una volta terminati i conflitti in corso.

Palermo, 20 aprile 2008. A distanza di decenni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono ancora innumerevoli gli ordigni bellici inesplosi. Nella foto una bomba aerea americana rinvenuta durante dei lavori stradali nel centro storico di Palermo viene rimossa dopo essere stata disinnecata.
Foto Vincenzo Sottosanti/ Archivio LIMEN.

Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale furono frequenti gli incidenti provocati da ordigni inesplosi. Migliaia di bambini morirono o rimasero mutilati mentre raccoglievano pezzi di metallo dalle forme insolite tra le macerie, per collezionarli o scambiarli con i coetanei. Un gioco innocente destinato a trasformarsi in tragedia, quando ad attrarre i bambini erano i vivaci colori degli ordigni inesplosi.

Palermo, 20 aprile 2008. Nonostante il tempo trascorso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli ordigni bellici conservano intatta la loro potenza distruttiva. La bomba aerea rinvenuta in via Colonna Rotta, nel centro storico di Palermo, è stata recuperata dai militari EOD dopo aver disinnescato il congegno d’accensione della carica interna esplosiva ancora perfettamente funzionante.
Foto Vincenzo Sottosanti/ Archivio LIMEN.

A oltre 80 anni dalla fine dei bombardamenti, l’Italia continua a pagare un prezzo alto per le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale. Si registrano ancora incidenti causati dalla manipolazione impropria di ordigni bellici rinvenuti casualmente. Tra gli incidenti più gravi, in ordine di tempo, quello verificatosi il 2 giugno 2023 a Vicenza in cui un uomo di trent’anni impegnato nei lavori di ristrutturazione della propria abitazione è morto a causa dell’esplosione di un ordigno della Prima Guerra Mondiale rimasto interrato per oltre un secolo.

Pantelleria (TP). I militari EOD (Explosive Ordnance Disposal) del Reggimento Genio Guastatori di Palermo continuano ancora ad addestrarsi per bonificare ordigni come la bomba area di 500 libbre contenente oltre 120 kg di esplosivo, ancora in perfette condizioni, rinvenuta da un contadino nell’isola di Pantelleria. Secondo uno studio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sono ancora migliaia le tonnellate di ordini bellici potenzialmente pericolosi disseminati in tutto il territorio italiano.
Foto Vincenzo Sottosanti/Archivio LIMEN.

Secondo uno studio dell’Università di Padova, svolto in collaborazione con il Comando Forze Operative Nord dell’Esercito Italiano, tra il 2021 e il 2023 sono stati effettuati oltre 7.000 interventi di bonifica di residuati bellici, con il recupero di circa 95.000 ordigni.